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Come diventare più sostenibili per l’ambiente: le cinque raccomandazioni ISDE per i cittadini


La campagna Choosing Wisely Italia di Slow Medicine lavora da molti anni per diffondere un cambiamento prima di tutto culturale, che porti la medicina a eliminare o almeno ridurre il più possibile le pratiche inappropriate, ovvero eseguite in mancanza di fondamenti precisi a sostegno della loro utilità.


Sono molti i motivi per cui una pratica medica può essere utilizzata senza un vero motivo e in assenza di evidenze scientifiche che la raccomandino: scarsa diffusione dell’informazione indipendente, resistenza di vecchie abitudini e tradizioni dure a morire, pressione commerciale dell’industria, timore dei medici di poter essere accusati di negligenza o trascuratezza (la cosiddetta medicina difensiva). Proprio per portare alla luce il persistere di pratiche spesso eseguite senza un fondato motivo né una vera utilità, il progetto di Slow Medicine, lanciato nel 2012 in analogia alla campagna Choosing Wisely negli Usa, di cui oggi rappresenta la sezione italiana, ha chiesto alle società scientifiche italiane di definire cinque raccomandazioni su esami, trattamenti e procedure che non sono necessari e possono procurare danni ai pazienti, oltre che rappresentare uno spreco di risorse, pubbliche o private che siano, e un aggravio del peso della sanità sull’ambiente.


Da allora, in collaborazione con decine di società scientifiche, sono state stilate oltre 300 raccomandazioni rivolte ai professionisti della sanità, in un certo numero di casi completate da schede per i cittadini, volte a segnalare, nei diversi ambiti specialistici, le cinque pratiche maggiormente a rischio di essere svolte anche quando non sono appropriate, ovvero non sono utili e possono essere dannose.


Con l’aumentare dell’allarme relativo al cambiamento climatico e il crescere della consapevolezza sulla necessità di alleggerire il peso delle attività umane, soprattutto in occidente, sull’ambiente, le raccomandazioni di Choosing Wisely si sono orientate in misura maggiore verso una sanità esercitata in modo quanto più possibile sostenibile. È nato in questo modo Green Choosing Wisely, in collaborazione con l'ISDE, Associazione dei medici per l’ambiente, nell’intento di spingere verso un’assunzione di responsabilità da parte dei professionisti della sanità riguardo al peso sull’ambiente dei servizi sanitari. Abbiamo recentemente pubblicato le raccomandazioni rivolte ai medici di medicina generale per una medicina più sostenibile.

Ma, naturalmente, la responsabilità del proprio peso sull’ambiente non riguarda soltanto i professionisti della salute. Al contrario, sono proprio i cambiamenti nello stile di vita dei cittadini che possono contribuire a fare la differenza. Per questo l’ISDE, ha stilato cinque raccomandazioni rivolte direttamente ai cittadini, che propongono cinque modifiche dello stile di vita utili per l’ambiente e anche per la salute di ciascuno: perché nella maggior parte dei casi ciò che giova all’ambiente giova anche alla salute. Abbiamo pensato di riproporle all’inizio di questo nuovo anno, che ha seguito molto da vicino le recenti decisioni della COP28: se su queste i cittadini possono sentirsi impotenti nei confronti di governi inadempienti, sul proprio stile di vita la palla l’ha in mano ciascuno di noi.


Le cinque raccomandazioni dell’ISDE riguardano aria, acqua, biodiversità, radiazioni ionizzanti e alimentazione. Sono disponibili sul sito dell’ISDE, dove si può consultare anche la bibliografia fornita a sostegno. Qui le presentiamo in forma sintetica.


1) Aria: ridurre quanto possibile il consumo di carburanti di derivazione fossile

Non consumare carburanti di derivazione “fossile” (carbone, petrolio, gas), ma quando possibile ricorrere a energie rinnovabili (solare, fotovoltaico, eolico, geotermico, edifici a risparmio energetico). Ridurre l’uso di auto private in città, favorendo l’impiego di biciclette, mezzi pubblici, mezzi privati condivisi, mobilità pedonale. Limitare il più possibile spostamenti in aereo, privilegiando l’uso del treno. Contrastare la moda del turismo crocieristico.

L’inquinamento dell’aria è alla base di molte patologie respiratorie (asma bronchiale, BPCO) cardiocircolatorie (infarto, trombosi, ictus) e neoplastiche (tumore del polmone). Le principali cause d’inquinamento atmosferico sono l’attività industriale, il riscaldamento domestico e le forme di mobilità non sostenibili. Il medico deve indirizzare il paziente verso stili di vita più salubri: attività fisica (minor impiego dell’automobile e dei mezzi di trasporto meccanici tipo ascensore, ecc.) e astensione dal fumo.

2) Acqua: bere quella del rubinetto e fare attenzione a non sprecarla

Non bere acqua in bottiglia ma, ove possibile, privilegiare quella del rubinetto che spesso ha ottime caratteristiche organolettiche ed è sottoposta a rigorosi controlli di qualità. Usare sempre l’acqua con parsimonia.

L’impiego di acque minerali in bottiglia rappresenta una spesa ingiustificata e una fonte di inquinamento, sia a causa delle bottiglie di plastica o vetro sia a causa dei trasporti. L’acqua dell’acquedotto è sottoposta a periodici controlli di qualità e possiede caratteristiche sovrapponibili e spesso migliori di quelle dell’acqua venduta in bottiglie. La necessità di assumereacqua povera di sostanze minerali (oligominerale) non ha fondamento scientifico: è indicata soltanto in rare patologie, quali le malattie renali. L’acqua è un bene comune, molto prezioso e non deve essere mai sprecata: bisogna eliminare le perdite lungo le condutture degli acquedotti e annullare tutti gli sprechi domestici.

3) Biodiversità: usare gli antibiotici solo quando sono indispensabili

Per le comuni infezioni respiratorie (raffreddore, rinosinusite, tosse/bronchite, sindromi influenzali), che sono perlopiù provocate da virus sui quali gli antibiotici non hanno effetto, e quando si riscontra la presenza di batteri nelle urine senza sintomi, non è il caso di prescrivere antibiotici. Di regola sono inutili, ed espongono a rischi, presenti e futuri, paziente e familiari. La norma è evitarli, lasciando all’autonomia del medico decidere eventuali eccezioni.

I microrganismi sono essenziali nell’ecosistema: la simbiosi tra germi saprofiti e il nostro organismo è importante sempre, e in particolare nei primi anni dello sviluppo. Pochi germi sono patogeni: molti ci aiutano a vivere e crescere in salute. L’uso improprio di antibiotici oltre che inefficace e con effetti avversi a lungo termine, causa antibioticoresistenze in grado di persistere e trasmettersi a familiari, con rischi seri in soggetti fragili o in gravidanza. In Europa, l’Italia è in vetta al consumo complessivo di antimicrobici (esseri umani + animali) in mg per biomassa. Il 30% dei consumi è per uso umano, su cui il medico incide in modo diretto; il 70% per zootecnia, in allevamenti intensivi. Su questi il medico può influire, consigliando di ridurre i consumi di carne, privilegiando quella che, nell’interesse della salute e dell’ecosistema, dovrà provenire in ogni caso da animali allevati all’aperto. È dimostrato che proprio gli allevamenti intensivi di animali sono tra i maggiori responsabili dello “spillover” che è alla base di pandemie come Ebola, SARS, COVID-19.

4) Radiazioni ionizzanti: non eseguire mai radiografie senza una specifica indicazione clinica

Gli esami radiologici sono un prezioso ausilio diagnostico, ma va tenuto conto dei possibili danni che possono provocare al paziente stesso, alle generazioni future e all’ambiente. In particolare data la mutagenicità e cancerogenicità delle radiazioni ionizzanti le radiografie e le TAC di qualunque distretto corporeo non devono essere richieste senza una precisa indicazione clinica: ad esempio l’esecuzione di routine della radiografia preoperatoria del torace non appare appropriata.

L’esecuzione di test diagnostici inappropriati può comportare risultati falsi positivi, nonché l’individuazione di casi che non si sarebbero mai manifestati (sovradiagnosi), che richiedono ulteriori esami diagnostici anche invasivi e interventi terapeutici spesso non necessari e potenzialmente dannosi.

5) Alimentazione: limitare i cibi di origine animale e quelli trasformati di produzione industriale.

Privilegiare frutta, verdura, cereali e legumi integrali, meglio se freschi, locali, di stagione e coltivati in modo biologico. L’ alimentazione deve essere sana, varia e moderata, scegliendo quando possibile gli alimenti che comportano un minor impiego di risorse ed un minor inquinamento.

Il cittadino, in qualità di consumatore responsabile, deve essere consapevole del fatto che la filiera agro-alimentare, in tutte le sue fasi, dalla produzione alla distribuzione al consumo, è responsabile di importanti conseguenze anche a livello sociale (dalle sofisticazioni alimentari al caporalato, dalle monocolture intensive alla siccità in vaste zone del Pianeta). Limitare il consumo di carne, ad esempio, rappresenta un vantaggio in termini di salute per l’essere umano e un vantaggio per l’ambiente (per produrre un chilo di carne bovina si consumano circa 15.000 litri di acqua).


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