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Grilli, larve, locuste: l'Ue rompe il tabù degli insetti a tavola. All'Efsa 13 richieste di valutazi


Il 2023 potrebbe essere l’anno in cui il vecchio continente apre definitivamente le porte, e gli stomaci, agli alimenti derivanti da insetti. Le avvisaglie sono già presenti da tempo: nel giugno 2021 il primo colpo alla fortezza della tradizione culinaria europea, con l’autorizzazione al commercio nel mercato unico delle larve gialle essiccate del tenebrione mugnaio, conosciute banalmente come tarme della farina. Da lì, nei supermercati dei 27 Paesi membri sono entrati progressivamente forme congelate, essiccate e in polvere di locuste migratorie (Locusta migratoria), di vermi della farina minore (Alphitobius diaperinus) e di grillo domestico (Acheta domesticus).

Il “novel food” europeo, dicitura che indica qualsiasi cibo che non sia stato consumato “in modo rilevante prima del maggio 1997 sul Continente, potrebbe arricchirsi nei prossimi mesi di altri insetti commestibili: l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) sta attualmente lavorando a 13 richieste di valutazione che, in caso di semaforo verde, aprirebbero definitivamente la strada al mercato degli insetti edibili. Di queste, 6 sono nella fase preliminare di verifica dell’idoneità, mentre 7 hanno passato lo stadio dei controlli su dati e documenti e sono ora nella fase di valutazione del rischio.

I sette nuovi alimenti su cui l’Authority con sede a Parma si esprimerà sono la farina di mosca soldato nera (Hermetia illucens larvae) intera, sbollentata, ed essiccata, la nidiata di fuchi di api mellifere (Apis mellifera male pupae), il tenebrione mugnaio o larva della farina (Tenebrio molitor) come alimento o come ingrediente in altri gruppi di alimenti, la polvere intera di grillo domestico (Acheta domesticus), la farina di tarme della farina (Tenebrio molitor larvae), la farina ricca di proteine da larve fresche di tarme della farina (Tenebrio molitor), polveri proteiche della larva del verme della farina minore (Alphitobius diaperinus). Non si conoscono al momento le tempistiche necessarie per la formulazione del verdetto da parte degli esperti di Efsa.

È evidente l’accelerazione che Bruxelles sta imprimendo all’inserimento nella cultura alimentare europea degli insetti commestibili, come fonti alternative di proteine. Il motivo si spiegherebbe con una semplice equazione: l’aumento della domanda di cibo a fronte di una diminuzione delle rese agro-alimentari. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) ha avvertito che, con la popolazione mondiale che ha raggiunto i 7,5 miliardi di persone e a causa dei cambiamenti climatici, “le sfide che devono affrontare i settori dell’alimentazione, dell’agricoltura e della pesca aumenteranno”. In questo scenario di filiera agroalimentare tradizionale sotto stress, esplorare nuove risorse sembra una scelta obbligata: ben inteso, obbligata per i policy makers, non per i consumatori, che potranno continuare a decidere se mangiare insetti o no.


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